Incendi, alluvioni: di chi la colpa

Ogni estate, e tanto più in un’estate particolarmente calda e asciutta come questa, tornano in Italia, soprattutto in alcune regioni, gli incendi e con essi la saga dei piromani.

In effetti ormai da tempo nel nostro Paese dilagano i terreni abbandonati a un rimboschimento spontaneo con cui non si ricostituisce affatto la foresta primigenia, ma dilagano cespugli e sterpaglie, spesso di essenze non indigene, che poi rinsecchiscono e che nessuno taglia più. E capita che anche le massicciate delle strade ne vengano impunemente raggiunte. Si formano così delle estensioni pronte per l’incendio voluto o casuale.

Ammesso e non concesso che a dar  fuoco siano i piromani (che poi o non si trovano mai o vengono raramente scoperti) la responsabilità ultima della situazione ricade non su chi dà eventualmente fuoco ma su chi consente il formarsi di queste distese di materiale infiammabile. Mi accade di conoscere piuttosto bene il territorio di Villanova d’Albenga e comuni limitrofi e dirò che sono sorpreso non degli incendi ivi scoppiati bensì del fatto che già non fossero scoppiati in precedenti estati.  

Gli incendi estivi di boschi e sterpaglie si combattono innanzitutto nel resto dell’anno con interventi sistematici o di salvataggio dei terreni agrari o di un loro rimboschimento progettato. Sarebbe bello che i telegiornali cominciassero a dirlo invece di limitarsi a riempire i nostri schermi di svolazzi di Canadair e di interventi di emergenza di pompieri.

Un discorso analogo vale per le alluvioni di centri abitati mal costruiti a cavallo di torrenti poi magari  coperti. Troppo spesso andando in montagna si vedono alvei di torrenti che si è lasciato si riempissero di detriti e di alberi caduti. Questi materiali in caso di grandi piogge scendono a valle e vanno ad ostruire gli alvei coperti fino a farli esplodere. Sarebbe bello che i telegiornali cominciassero a spiegare ed a mostrare semplici cose come queste invece di infliggerci la consueta intervista all’alluvionato intento a spalare il fango fuori dall’abitazione edificata spesso a ridosso di alvei ricoperti, a valle di impluvi destinati a raccogliere grandi quantità d’acqua in caso di nubifragio o in aree che in passato non erano mai state edificate perché golenali. Giustificarsi parlamdo di eventi estremi non ha senso perché tali evienti ci sono sempre stati, ed è ovvio che le opere di sistemazione del territorio devono essere fatte su misura per tali eventi, e non per il bel tempo..

11 agosto 2022

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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5 risposte a Incendi, alluvioni: di chi la colpa

  1. Carlo Meazza ha detto:

    Gli ambientalisti, i verdi (purtroppo pochi in Italia), coloro che combattono contro il consumo speculativo di suolo e/o il suo abbandono, le cose appena lette le dicono da decenni, inascoltati da quasi tutti i governi e derisi da destra. Perchè? Le cose che scrivi, Robi, sembra riguardino più una buona manutenzione che una attenzione profonda verso il mondo naturale che ci circonda e che ci ospita gratuitamente. La Terra, coi sui animali (noi compresi) chiede solo di essere rispettata davvero, ma da questo modo di essere e pensare noi umani siamo molto lontani. È un fatto culturale sul quale riflettere senza dogmi. Chi comincia a farlo ora è certamente benvenuto anche se lo fa con molto ritardo. I telegiornali danno, o dovrebbero dare, le notizie (quelle che vogliono), fanno spesso politica occulta o palese ma non approfondiscono. Non è il.loro compito. Per questo ci sono trasmissioni che ospitano spesso esperti in materia come Mercalli, Mancuso (non il teologo) ecc.ecc. Ma quanto sono ascoltati? Quanto derisi come Cassandre o “anime belle” ?Anche loro certe cose le dicono e scrivono da decenni. Secondo me c’è chi,rispetto a questi temi, ha la “coscienza” pulita e chi no. Tu Robi certe cose le scrivevi già diversi anni

    • Robi Ronza ha detto:

      Non ho preteso di essere il primo a parlare di queste cose. Ne parlo, e ne ho parlato come pure altri. E credo che nell’insieme questo modo di vedere sia più diffuso di un trempo. Si sono già fatti in campo ambiemtale molto progressi da quando eravamo piccoli tu ed io, ed altri se ne potranno fare. E’ solo l’uomo che li può fare in quanto unica presenza consapevole sulla Terra.

      • Carlo Meazza ha detto:

        Consapevoli e allo stesso tempo molto irresponsabili se no certi guai non li avremmo fatti e non li faremmo. Noi, unici animali consapevoli sulla terra, distruggiamo ad esempio le foreste che ossigenano l’aria che noi al contrario inquiniamo. Come han detto altri…la natura può fare a meno di noi, noi no di lei…Credo poi che i complessi di superiorità provochino guai ovunque, anche nel campo del pensiero.

      • Robi Ronza ha detto:

        Non è un complesso di superiorità. E’ un dato di fatto di cui si deve tener conto più di quanto oggi accada.

  2. Francesco ha detto:

    Domanda seria per il Sig. Ronza:
    ma le regioni hanno degli obiettivi da raggiungere quando lo Stato stanzia i soldi per la protezione ambientale(domanda generica, non conosco gli enti preposti o le procedure in dettaglio)? Perché se non esiste un vincolo e ci si affida solo alle promesse dei politici italiani allora stiamo freschi!

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