Europa: un’Unione da rifare

Tra le varie mistificazioni che caratterizzano la campagna elettorale in corso una delle più odiose è quella con cui si accusa di essere anti-europeo chiunque sia contrario all’Unione Europea così come oggi è e così come oggi viene governata. Per parte mia sono uno di questi, e non vedo perché mai dovrei accettare di venire per ciò bollato come anti-europeo.

Torno pertanto sull’argomento già toccato in questo sito fra l’altro il 20 settembre 2018 in Dopo Salisburgo. Europa sì, ma quale? Di certo non questa : nel frattempo la crisi economica in corso e la guerra in Ucraina hanno infatti reso la questione sempre più attuale.

È stato un errore pretendere di fondare l’Unione Europea su trattati pensati e votati quando c’era ancora la Guerra fredda, una Cortina di Ferro attraversava il Continente e le Germanie era due, ed entrati in vigore quando tutto questo era venuto meno. Non si è voluto prendere atto che una situazione internazionale del tutto mutata ne imponeva il totale ripensamento. C’era di nuovo una sola Germania di dimensioni demografiche ed economiche fuori scala e un contesto nel quale la responsabilità politica dell’Europa sarebbe aumentata fino al punto dal rendere impossibile la pretesa che l’Unione fosse soltanto economica. È perciò fatalmente accaduto che nella Commissione, organo esecutivo dell’UE con “competenza esclusiva dell’elaborazione delle proposte di nuove normative europee e dell’esecuzione delle decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea”, si sia concentrato il grosso del potere anche politico che a norma dei trattati apparterrebbe al Consiglio, composto dai capi di governo degli Stati membri nonché ai singoli Stati. Una commissione insomma è divenuta un governo. Né tale tendenza può essere contrastata dall’Europarlamento che, non avendo diritto di iniziativa, è in pratica una semplice camera di revisione.

Ne consegue che l’Unione Europea, gigante economico, resta un nano politico a livello  internazionale come le vicende della crisi del gas e la guerra in Ucraina stanno ulteriormente dimostrando. Frattanto all’interno la Commissione, forte di un apparato giunto oggi ad avere ben 32 mila dipendenti, esercita una forte pressione centralizzatrice intervenendo indirettamente ben al di là delle competenze che le assegnano i trattati.

Stando così le cose manca all’Unione un luogo di confronto e di indirizzo ampio e di lungo periodo sul ruolo attuale e futuro dell’Europa, il che la predestina a farsi cogliere di sorpresa dai grandi problemi che via via sopravvengono e quindi ad affrontarli in modo goffo e mai tempestivo.  È quindi indispensabile ed urgente rinegoziare ab imis i trattati su cui si fonda l’Unione. Occorre farlo per adeguarla alle necessità del nostro tempo, non per demolirla ma anzi perché possa durare.

17 settembre 2022

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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10 risposte a Europa: un’Unione da rifare

  1. Marinella Malacrea ha detto:

    D’accordo sul cambiamento da fare. Che l’UE prenda decisioni sbagliate di fronte agli avvenimenti solo perché impreparata e goffa c’è chi ne dubita fortemente… comunque sia, su quale forza politica si può contare nella direzione di quel radicale cambiamento?

    • Carlo Meazza ha detto:

      Giusta osservazione. In quale direzione migliorare l’Ue? Non certo in quella di Orban che parla di “razza”, di “razza europea” da non mischiare con le altre, che mette a tacere ogni dissenso, che limita la libertà di stampa, che alza i muri invece di costruire ponti, che propone norme aberranti e atroci per le donne che intendono abortire, come quella di obbligarle ad ascoltare i primi battiti del cuore del nascituro. Atroce tanto quanto l’aborto. Una violenza su chi sta vivendo un dramma sconvolgente invece di vicina comprensione e amore. Carlo

      • Bocian ha detto:

        Interessante osservazione: in quale direzione?
        Non certo in quella che, in base a un noto e incauto trattato, obbliga i paesi d’arrivo dei migranti a tenerseli (e a camparli) a tempo indeterminato, senza meccanismi obbligatori di redistribuzione, senza effettivo riscontro di chi abbia veramente necessità di essere assistito e protetto, e grazie a marinerie assai spesso battenti bandiera di altri paesi europei, i quali si guardano bene dal consigliare ai loro comandanti di portarli nel loro paese.
        E spero neppure in quella che pretende di azzerare la libertà di opinione, vedi la censura a chi dissente dal pensiero unico in materia di genderismo, educazione dei propri figli, aborto libero (e fino alla nascita), eutanasia, utero in affitto ecc. ecc.
        Come succede da noi, non in Ungheria.
        E, en passant, si tratta tutta di robetta sulla quale la Commissione UE (non eletta dal popolo, giova ricordarlo) non ha competenze a mettere il becco ma che usa a mo’ di clava per distribuire a manca e a destra patentini di democrazia (e pilotare quattrini in base all’osservanza dei suoi diktat).

      • Giacomo ha detto:

        io vivo in un paese dove fino a poco tempo fa se non eri vaccinato non potevi prendere un caffè al bar. O recarti al lavoro e guadagnarti lo stipendio per vivere.
        Dove per difendere i valori della democrazia si decide di spendere 100 milioni al giorno per armi destinate ad un paese non europeo, ma si lasciano le persone ad affrontare un prossimo inverno con bollette da 500 euro a bimestre per luce e gas, intanto si vendono snack a base di farina di insetti nei supermercati.
        Per chiudere io trovo più atroce l’aborto, che significa uccidere un essere umano, piuttosto che ascoltare un battito cardiaco.
        Mi preoccupa più la situazione italiana di quella ungherese o europea

  2. Giacomo ha detto:

    A proposito di censura…
    https://www.maurizioblondet.it/ordine-dei-giornalisti-e-arma-dei-carabinieri-firmano-protocollo-per-formare-alla-corretta-informazione/
    mi pare un blog frequentato da credenti, se possibile recitiamo preghiere alla Santa Vergine, che interceda per noi

  3. Roberta22 ha detto:

    Sig. Ronza, non ha niente da dire sul voto dei popolari europei che dichiarano che l’Ungheria non è più una democrazia? Rea di non aderire ai “valori” europei su aborto, sessualità dei minorenni e matrimoni gay?

    • Robi Ronza ha detto:

      Che cosa dovrei dire? E’ noto che i popolari europei sono un aggregato di forze eterogenee alcune delle quali non hanno più niente a che vedere con il popolarismo.

      • Bocian ha detto:

        Verissimo.
        Però, dott. Ronza, rimane difficile capire perché determinate forze politiche italiane cosiddette “di centrodestra” (e ammiccanti più a un “centro”, psicologicamente – ed elettoralmente – più rassicurante) continuino imperterrite a proclamare di volerne fare parte, nonostante ogni volta finiscano col fare la figura dei servi sciocchi e petulanti, dell’opinione dei quali nessuno dei capintesta tiene conto, e che anzi vengono utilizzati come utili idioti quando c’è da mettere sul piedistallo e nella stanza dei bottoni qualche figurina ben ammaestrata a ripetere i desiderata dei padroni del vapore (e del denaro). Ultimo esempio in ordine di tempo, la sparata della cretina a capo della solita onnipresente – e mai eletta – Commissione UE (che ormai è come il prezzemolo, visto che ha da dire e da ridire su tutto, il più delle volte a sproposito): della serie “se non votate come piace a noi, vi tagliamo i cordoni della borsa come alla Polonia o all’Ungheria”. Don Vito Corleone non sarebbe riuscito a esprimersi meglio.
        Naturalmente, per la sinistra, queste non sono mica ingerenze straniere nella politica di uno stato sovrano, anzi sono espressioni felici dello spirito europeo, in contrapposizione a una “visione provinciale” della politica nostrana.
        Se l’avesse detto uno di destra, avrebbero proclamato una settimana di agitazioni contro il “ritorno del fascismo” e una trentina di denunce al tribunale penale internazionale.

  4. Daria ha detto:

    Dott. Ronza lei da sempre sponsorizza il ppe come luogo dei “moderati” dei “cattolici” e dei “riformisti”. Il voto contro l’Ungheria è il contrario di tutto ciò.
    Chissà cosa ha votato il ciellino Salini?

    • Robi Ronza ha detto:

      Non ho mai sponsorizzato il PPE. Mi piacerebbe sapere da che cosa ha ricavato tale impressione. Non so come al riguardo abbia votato Salini. Lo chieda a lui. So però che in altre occasioni, ad esempio il rapporto Matic, non ha votato seguendo il mailstream.

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