Migranti irregolari: che cosa cambia

Migranti. Roma chiama Bruxelles, Corriere del Ticino*, 5 novembre 2022

Sui flussi migratori irregolari verso l’Italia attraverso il Mediterraneo il nuovo governo di Roma sta assumendo una precisa posizione assai diversa da quelle dei governi precedenti. Già negli ultimi giorni dello scorso ottobre il nuovo ministro dell’Interno, l’ex-prefetto  Matteo Piantedosi, aveva fatto sapere che, in applicazione del vigente diritto del mare, l’Italia ritiene che dell’accoglienza dei migranti raccolti in acque internazionali da parte di navi di ong straniere si debbano fare carico i Paesi di cui battono bandiera. É questo attualmente il caso di due navi, la Humanity1 con bandiera tedesca e l’Ocean Viking con bandiera norvegese, ma ce ne sono anche altre che incrociano sulle rotte che percorrono i gommoni carichi di tali migranti che si dirigono verso le coste italiane provenendo dalla Libia e dalla Tunisia.

La Germania contesta la posizione assunta dall’Italia e così la Norvegia la quale ha subito inviato una nota verbale all’Italia in cui sostiene di non avere alcuna responsabilità a norma del diritto del mare per “persone imbarcate a bordo di navi private battenti bandiera norvegese nel Mediterraneo” e che di esse si deve occupare primariamente “il Paese responsabile dell’area di ricerca e di salvataggio in cui è stata prestata l’assistenza”, ovvero nel caso specifico l’Italia.  Ciò è vero nel caso di naufraghi, ma non – si argomenta in Italia – nel caso di questi migranti. In realtà in questo caso si tratta non di salvataggi bensì di trasbordi concordati in mare aperto. Dai gommoni dei migranti infatti, una volta allontanatisi dalle coste africane, partono delle chiamate con telefoni satellitari verso numeri telefonici delle navi delle ong in base alle quali queste vanno loro incontro in acque internazionali. Considerato che tali gommoni, di cattiva qualità, dopo un certo numero di ore cominciano a sgonfiarsi, le tragedie sopravvengono quando per qualche motivo i gommoni non riescono ad incontrarsi con le navi che li attendono, oppure il trasbordo, invece che con mare calmo, deve avvenire con mare agitato a causa di eventi meteorologici inattesi.

L’estate scorsa in sede Ue, e anche con l’adesione della Norvegia, era stato siglato tra 18 stati, tra cui Francia e Germania, un accordo per la ridistribuzione volontaria dei migranti. L’accordo ha però avuto risultati irrisori: 38 persone accolte in Francia e 74 in Germania a fronte di 79.647 migranti irregolari giunti in Italia via mare tra il i1 gennaio e il 26 ottobre scorso! Tenuto conto di questo fallimento Roma propone adesso di puntare al blocco delle partenze dalle coste africane da attuarsi con una missione navale europea accompagnata da un’”intensificazione delle relazioni con i Paesi di origine e di transito dei migranti” nonché da un ampliamento dei “canali d’ingresso regolari nell’Unione Europea”. Nel frattempo non autorizza lo sbarco in porti italiani dei 179 migranti in buona salute attualmente sull’ Humanity 1 e dei 243 sulla Ocean Viking argomentando che non sono in pericolo di vita, mentre si dichiara disposta ad accogliere soltanto coloro che risultassero seriamente malati nonché eventuali donne incinte prossime al parto.

Resta in ogni caso da chiarire il fenomeno di queste ong non italiane, ma per lo più nordeuropee, che hanno risorse tali da permettere loro di noleggiare navi che incrociano nel Mediterraneo al solo scopo di raccogliere migranti irregolari. A questo flusso si aggiunge poi anche quello di migranti che soprattutto dall’Algeria raggiungono la Sardegna, percorrendo il braccio di mare che separa le coste algerine di Annaba da quelle sarde di capo Teulada su barche in legno spinte da motori fuori bordo.

Si tratta di un flusso migratorio che si dirige verso l’Unione Europea in genere e quindi, ha sempre sostenuto Roma, dovrebbe farsene carico Bruxelles e non essere lasciato soltanto sulle spalle dell’Italia e degli altri Paesi di primo arrivo di questi migranti. L’intenzione del nuovo governo italiano è quella di sostenere con forza questa posizione, in precedenza affermata in linea di principio ma poi continuamente lasciata cadere.

*quotidiano della Svizzera Italiana

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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8 risposte a Migranti irregolari: che cosa cambia

  1. Salvatore Modica ha detto:

    Veramente interessante il suo articolo. Bisogna studiare in profondità qsto fenomeno per poterlo governare nel rispetto della dignità dei migranti stessi. Abbiamo bisogno di politiche realistiche, equilibrate e veramente interessate al Bene comune e di ogni persona.

  2. Bocian ha detto:

    Tanta roba, Dott. Ronza.

    1) “In realtà in questo caso si tratta non di salvataggi bensì di trasbordi concordati in mare aperto”
    Segreto di Pulcinella: non è necessario essere vecchi lupi di mare per sapere che un incontro casuale (come per anni hanno dato e danno ancora a intendere i soccorritori) è palesemente impossibile. Ma a dirlo in pubblico si rischia il linciaggio mediatico: i “trasbordatori” sono buoni per definizione, mica si discute.

    2) “accordo per la ridistribuzione volontaria dei migranti. L’accordo ha però avuto risultati irrisori”
    Come ampiamente previsto, i paesi (soprattutto nordici ma non solo) che per anni ci hanno fatto la ramanzina dell’accoglienza e dell’inclusività, bacchettandoci da maestrini sapientoni, sono quelli che – more solito – vogliono fare i generosi con il portafoglio degli altri. Intonano l’inno umanitario del “porte aperte”, ma intendono le porte delle case altrui, non di quelle proprie, che mantengono ben serrate e, se proprio qualcuno si affaccia a casa loro, ce lo riportano in fretta e furia (e persino di notte) al confine. In tal caso pare che la sovranità e la difesa dei confini, vituperati quando reclamati da altri, diventino per loro un diritto/dovere inalienabile.

    3) “hanno risorse tali da permettere loro di noleggiare navi che incrociano nel Mediterraneo al solo scopo di raccogliere migranti irregolari”
    E’ curioso che proprio coloro che invocano trasparenza ad ogni piè sospinto, siano riottosetti quando si tratta di rendere pubblici i loro finanziatori. Considerando che le spese sono, a voler usare un eufemismo, piuttosto onerose, viene un dubbio: c’entrerà mica Soros e compagnia?

    4) “migranti che soprattutto dall’Algeria raggiungono la Sardegna”
    Aggiungerei anche la Tunisia. Paesi che sono definiti entrambi “porto sicuro” (ma vallo a spiegare a personaggi alla Carola Rakete), ma nei quali non approda nessuna nave ong, neanche se trasporta – come dicono – persone in pericolo di vita e nonostante gli approdi tunisini siano più vicini di Lampedusa e dintorni. Bel mistero, no?

    • Carlo Meazza ha detto:

      Consiglio, per farsi delle opinioni non da bar, la lettura degli articoli del bravissimo giornalista Scavo, inviato di Avvenire, che il dramma dei migranti lo conosce benissimo per averlo studiato molto da vicino camminando e viaggiando con ogni mezzo su quelle rotte e anche per mare.

  3. Filippo ha detto:

    La migliore soluzione l’aveva trovata Salvini: accordo con la Libia e sequestri delle navi. Voi cattolici buonisti avete mandato tutto all’aria per stere dietro alle caritas che devono risanare i bilanci. Solo noi accettiamo questi flussi. Solo noi abbiamo i cosiddetti moderati che accettano tutto.

  4. Carlo Meazza ha detto:

    Cosa dire del linguaggio che il nuovo ministro dell’interno ha usato ieri parlando di quelli che non sono stati fatti scendere dalla nave…”poi, il “carico residuo che resterà sulla nave”… Per Piantedosi quelle persone sono “carico residuo”. Ma non è grave? Poi una domanda: quanti sono in percentuale i migranti salvati dalle ong e quelli da Guardia costiera, navi militari italiane, Guardia di Finanza? Poi; perché tanti sospetti verso le ong? Io ne ho conosciute alcune, come l’Avsi, e ne ho una grande considerazione. È vero che una nave ha costi alti e che ci saranno finanziamenti, e allora? Faccio presente inoltre che tutte le ong per essere legalmente riconosciute e lavorare devono avere uno statuto, rispettare delle norme e mi pare anche un bilancio pubblico. Ma la dietrologia non è meglio farla al bar ed evitare gli accenni maschilisti su Carola Rackete?

    • Robi Ronza ha detto:

      Non so chi abbia fatto accenni maschilisti su Carola Rackete. Io no. Non discuto sulla regolarità dei finanziamenti delle ong nordeuropee che noleggiano navi specializzate nella raccolta di migranti in mare aperto che poi portano a sbarcare in porti italiani, ma mi piacerebbe sapere chi sono i finanziatori.

      • Carlo Meazza ha detto:

        No tu no, ma Carola Rachete veniva spesso tirata in ballo con sarcasmo maschilista, speriamo non si ricominci

    • Bocian ha detto:

      Caro Sig. Meazza, sarebbe veramente interessante capire:

      a) dove lei si sia inventato questo fantomatico “accenno maschilista” su tale Carola Rackete; è “maschilista” a prescindere perché la suddetta è semplicemente di sesso femminile? E dunque, per definizione, è “maschilista” ogni critica fatta a una donna? E, per inciso, tale aggettivo dispregiativo vale anche se si critica la Meloni?
      Mi pare di aver usato, e senza toni offensivi, il libero diritto di critica verso chi ha violato le leggi che regolamentano l’accesso ai porti italiani di navi straniere, senza alcuna motivazione reale di urgenza ma anzi con il dichiarato obiettivo (da lei stessa successivamente confermato) di “creare un caso”, e nonostante fosse in contatto con il governo del suo paese (la Germania) per valutare il trasporto dei migranti in terra teutonica (per la cronaca: il ministro tedesco le ha detto di mollarci i migranti e lei ha obbedito…). En passant, lo ha fatto speronando un’imbarcazione della Guardia di Finanza, mettendo a rischio la vita dei militari. Capisco che nelle chiacchiere da bar (il suo) abbiate brindato alla vostra eroina ma che pretendiate che la veneriamo come santa mi sembra troppo;
      b) non capisco dove stia la dietrologia: ho citato, e in virgolettato, affermazioni del Dott. Ronza e ho aggiunto considerazioni ovvie, di evidenza solare e di dominio pubblico (per esempio: https://www.adnkronos.com/ecco-i-finanziamenti-di-soros-a-movimenti-e-ong-italiane_1P9qvhw48xrsUs4BhbePoA).
      Se lei intende contestarle è ovviamente liberissimo ma le consiglio di farlo con dovizia di argomenti e non con affermazioni apodittiche sulla bontà delle ong o sul presunto complottismo altrui.
      In caso contrario sarà ancora più chiaro chi davvero frequenta i bar e cosa ci va a bere.
      Mi stia bene.

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