Migranti irregolari: che fare

Alla fine li hanno fatti sbarcare tutti, salvo consolarsi con il fatto che Meloni ha ottenuto da Macron che una delle navi andasse a sbarcarli in Francia. Dal primo scontro con gli organizzatori della tratta degli immigrati irregolari il nuovo governo è uscito sconfitto. Ha pagato l’improvvisazione con cui ha  affrontato il problema. L’interruzione di questa tratta non si può fare agendo soltanto sulla sua ultima tappa, quella via mare attraverso il Mediterraneo.

I capitani delle navi delle ong che vi partecipano – speriamo inconsapevolmente – andando a prendere i migranti assiepati in gommoni che si stanno sgonfiando hanno buon gioco a dire che non li possono riportare dove li hanno ricuperati e non li possono tenere a bordo a tempo indeterminato.

Il meccanismo della tratta è il seguente: il migrante irregolare parte dopo aver pagato il prezzo della prima tappa. Giunto nel Paese di prima tappa telefona a casa segnalando di essere arrivato, e a questo punto i familiari provvedono a pagare il prezzo della tappa successiva e via di seguito fino alle rive del Mediterraneo. Se a viaggio iniziato i familiari non sono più in grado di pagare al migrante viene offerto un lavoro là dove è giunto perché possa raccogliere i denari per la tappa successiva, il che può richiedere anche più anni; oppure può anche venire abbandonato o ceduto ad altri e peggiori malviventi che lo torturano facendo vedere le torture e sentire le sue grida al telefono ai suoi familiari per spingerli a trovare comunque i soldi per riscattarlo.

È una tratta di dimensioni intercontinentali, una catena che deve venire tagliata in più punti contemporaneamente e sin là dove si origina; e nel frattempo si deve esigere che l’UNHCR, il Commissariato dell’ONU per i profughi, invece di limitarsi al facile ruolo di chi gestisce la protesta che non è il compito per cui è nato, crei dei campi di raccolta delle vittime di questa tratta in Libia, in Tunisia, nel Mali e così via, dove fra l’altro si potrebbero mandare dei nostri funzionari a verificare chi ha titolo per entrare in Italia e chi no.

L’Italia dovrebbe chiedere che si convochi una conferenza internazionale, come già si fece al tempo dei boat-people in fuga dal Vietnam, con la partecipazione di tutti gli Stati coinvolti, quelli di partenza quando possibile, quelli di transito e quelli di arrivo per affrontare il problema in tutta la sua complessità da un lato chiudendo il passo alla tratta e dall’altro allargando ove possibile la via a migrazioni regolari. Oggi i migranti irregolari e le loro famiglie pagano 4-5 mila dollari per un viaggio incerto e pieno di pericoli, ossia 4-5 volte di più di quello che spenderebbero viaggiando normalmente. E per di più, quando e se giungono alla meta, fanno concorrenza sleale ai migranti regolari.

9 novembre 2022

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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4 risposte a Migranti irregolari: che fare

  1. Marina Di Marino ha detto:

    Non è vero sia sconfitto.. Quando le cose si dicono vanno poi messe in pratica :il problema è che nessuno lo capisce, se non quando succedono violenze
    Il percorso per un'”educazione di questi popoli e dell’Europa non è breve.. Ma non si può accogliere tutta l’Africa.. É ovvio che vi siano queste tragedie se non si pone l’ attenzione a monte.. Poi venite a farci battere il petto.. Ma non esiste
    .

  2. Carlo Meazza ha detto:

    I migranti irregolari farebbero concorrenza ai migranti regolari? Ma dove? Sfruttati da italiani per la raccolta dei pomodori? Quelli che arrivano come “regolari” arrivano con tutto in regola, compresi contratti di lavoro, se no non arriverebbero. Quindi quale concorrenza? Robi, hai mai parlato con qualcuno di loro? Parlo degli “irregolari”? Nel parlare di questo tema, sempre da casa nostra, mi pare si perda sempre di più la consapevolezza che si tratta di persone, di esseri umani. Dal linguaggio di piantedosi…”carico residuo”…a …” noi abbiamo bisogno di loro, come manodopera ecc.ecc” …È quindi il nostro “bisogno” economico a contare non il loro semplicemente a vivere ! Si rassegnano i benpensanti e continuino pure a fare i loro bei lamentosi discorsi con gli amici, il nostro mondo occidentale lo abbiamo rovinato noi e continuiamo a rovinarlo, anche con le parole (comprese le mie)

  3. Bocian ha detto:

    Egregio Dott. Ronza, pare che occorra un aggiornamento.
    Il Macron tutto inclusivo, lo stesso che si era impegnato (Do You remember “Patto del Quirinale”, con il salvifico Mario Draghi?) ad accogliere 3500 migranti ma che a oggi ne ha accolto solo 38, è alla terza giravolta (prima: “sì, li prendiamo – anche se obtorto collo – a Marsiglia”; seconda: “no, non li prendiamo”; terza: “li prendiamo ma a Tolone e in compenso vi facciamo una ramanzina mondiale”), è il presidente del paese che i migranti ce li riporta di notte in furgoncino a Ventimiglia, scortati pure da guardie armate. Non per niente ieri ha schierato 500 soldatini al confine (giusto per capire cosa significa “sovranità nazionale”), dopodiché si autocelebra al grido di “accogliete(li)”.
    Secondo lei, che è esperto di politica internazionale, è possibile che ce ne sia una quarta?

    A margine, qualche considerazione:
    1) che la sinistra celebri un personaggio simile non è una novità. Se Kim Jong-un parlasse male di Meloni, sarebbero capaci di magnificare la “democrazia” nordcoreana;
    2) che i capitani delle navi ong partecipino “inconsapevolmente” a questo meccanismo, mi perdoni, ma non è proprio credibile. Sanno benissimo dove andare a incrociare i gommoni (visto che senza indicazioni precise sarebbe assai peggio che cercare il classico ago nel pagliaio), e non credo che questa informazione, con tanto di telefono satellitare, gliela passino i poveracci assiepati sulle imbarcazioni; e di conseguenza sanno benissimo come e perché siano arrivati lì, e cos’altro dovranno fare una volta sbarcati (o ‘sta storia non gliel’ha ancora raccontata nessuno?);
    3) scrivendo che “fra l’altro si potrebbero mandare dei nostri funzionari a verificare chi ha titolo per entrare in Italia e chi no”, ha toccato, più che un punto dolente, una piaga purulenta: secondo certa ideologia dell’accoglienza “senza se e senza ma”, chiunque ha diritto a entrare ovunque (che fine facciano poi, è un problema che va inesorabilmente sempre sotto il tappeto, basta che non ci vengano sotto casa), e guai a parlare di espulsione anche per coloro che pluridelinquono. Altro che analisi dei “titoli”: è démodé (e pure tabù).

  4. Freddy ha detto:

    Mentre aspettiamo che a mio nonno crescano tre palle e tutte queste belle cose che suggerisce Ronza si verifichino possiamo semplicemente accordarci con la guardia libica per riportare indietro i barconi che partono ed arrestare i trafficanti. Certo fosse per Francesco che fa campagna elettorale per Biden, la sinistra che lucra con le coop e tutti i cattolici che pendono dalla Cei, si dovrebbe trasferire l’Africa in Italia e fare fuori tutti gli italiani!
    Dica Sig. Ronza anche lei ne sarebbe contento?

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