Il governo e la lezione di Casamicciola

Il caso della tragica frana dello scorso 25 novembre a Casamicciola — e in genere dell’isola di Ischia dove dopo una frana si ricostruisce sulla frana e grazie ai condoni edilizi certuni riescono a farlo anche a spese dello Stato — dovrebbe   convincere il governo che la questione del territorio non si può affrontare con delle misure di aggiustamento. E lo stesso vale anche per tutte le altre grandi questioni di fondo del Paese, dal sistema fiscale all’ambiente, dalla scuola alla politica industriale. Occorre ripensarle da zero, immaginarsi un quadro legislativo e dei modelli di amministrazione pubblica ex novo, non fermarsi a rimestare la vecchia zuppa che bolle nel calderone del diritto italiano, ma andare a vedere ogni volta dove meglio si fa in altri Paesi e da lì prendere le mosse.

Nel caso in questione ricercare singole responsabilità dei proprietari degli edifici, dei sindaci, dei prefetti e così via è un compito delle nostre ben sei polizie e della magistratura inquirente, ma in sede politica è una perdita di tempo. In sede politica occorre mettere le mani al sistema per farne qualcosa di totalmente nuovo, caratterizzato da responsabilità chiare e distinte il più possibile vicine agli amministrati.

Una politica di aggiustamenti, per così dire di protezione civile, può essere magari frattanto utile per sfuggire al rischio del blocco generale, ma al riparo di essa occorre disporsi a radicali cambi di strada. In vista di questi ultimi non serve ritoccare leggi e prassi vigenti. Occorre piuttosto analizzare i processi: prendere ad esempio in esame una serie di grandi opere, vedere dove e quanto si ferma senza sufficiente motivo il loro iter di approvazione e il loro cantiere, e da questa analisi ricavare informazioni su come dovrebbe essere la legislazione al riguardo. Oppure prendere in esame la scuola, valutarne i risultati e sulla base di essi, e non degli interessi dei docenti più squalificati, pensare una nuova scuola nell’interesse degli allievi e del bisogno generale di aumento della qualità della preparazione dei giovani. E così via. Il Pnrr potrebbe essere l’occasione buona per avviare una politica del genere. Un governo con una così ampia maggioranza lo può fare.

27 novembre 2022

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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9 risposte a Il governo e la lezione di Casamicciola

  1. Marinella Malacrea ha detto:

    Trovo ipocrita ‘sparare’ al governo Meloni perché non sta facendo (affatto) miracoli ed è giusto aspettare a giudicare.
    Ma chi ha scelto come collaboratori di governo? A proposito di scuola…Se davvero non c’era di meglio, poveri noi.
    Leggo con sgomento le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione e Merito a proposito di ‘ragazzi violenti’: “…. Sono quindi favorevole ai lavori socialmente utili, perché solo umiliandosi davanti alla collettività il ragazzo si assume la responsabilità delle sue azioni. L’umiliazione è un fattore fondamentale per la crescita e per la costruzione della personalità di una persona”. Può un ministro collezionare in così poche parole tante assurdità? Primo, assunzione di responsabilità e riparazione sociale: e non umiliazione. Secondo, se sono lavori socialmente utili, questo implica che chi li avrebbe fatti al posto del ragazzo si sarebbe umiliato? I lavori socialmente utili sono umilianti? Terzo, se l’umiliazione per lui è fattore di costruzione della personalità, quali traumi infantili ha da risolvere il Ministro? E perché li dobbiamo subire noi?
    Marinella Malacrea

    • Carlo Meazza ha detto:

      Brava! Se questo è il linguaggio…poveri noi davvero perché il linguaggio esprime, normalmente, quello che si è. Che dire di…carico residuo… a proposito dei migranti detto da un altro ministro?

    • Robi Ronza ha detto:

      Sono d’accordo su quanto scrivi del governo Meloni come si dovrebbe dire al riguardo di qualsiasi governo sia in carica da poche settimane. Stiamo poi attenti a non giudicare i ministri sulla base di loro dichiarazioni estemporanee raccolte non si sa in quale contesto e in quali circostanze. In Italia, come anche in molti altri Paesi occidentali, se sei una personalità pubblica non di centro sinistra ti trovi ad essere costantemente assediato da cronisti incaricati di annotarsi e rilanciare qualsiasi tua frase maldestra. Non accade così alle personalità pubbliche di centrosinistra. Questo per ordine di direttori di giornali e di telegiornali impegnati ad accreditare e ad alimentare l’idea che a destra siano tutti dei cafoni e sinistra invece tutti dei gentlemen. Perciò deve stare attentissimo a come parli in qualsiasi luogo e circostanza. E’ una cosa che ho imparato quando ero portavoce del Meeting di Rimini. Devi dire sempre frasi e usare sempre parole che, anche se staccate dal loro contesto, non si prestino ad essere equivocate. Evidentemente i ministri nuovi di questo governo non sempre ne sono già resi sempre conto. Per restare al caso che citi, il ministro ha già rispiegato che cosa intendeva per “umiliazione” in quel contesto.

  2. cesare chiericati ha detto:

    Ho ascoltato, alla radio e in tv, amministratori di Ischia e dintorni rilasciare, aldilà dei ritualismi di circostanza, dichiarazioni suggerite da atavico fatalismo più che da un’analisi obbiettiva e razionale della situazione. Quasi che il peggio senza fine che si perpetua e autoriproduce da anni stia nell’ordine naturale delle cose. Servono grandi e non improvvisate riforme come auspichi tu, ma anche una cultura nuova nelle relazioni tra politica, pubblica amministrazione e cittadini. Il “bene comune” non deve essere percepito e vissuto come un astrazione bensì come un fatto concreto da costruire giorno per giorno. Chissà in quante scuole delle Repubblica si sta parlando in questi giorni del dissesto idrogeologico nazionale al netto dei pur innegabili cambiamenti climatici

    • Robi Ronza ha detto:

      Sono d’accordo con te. Serve in primis una cultura nuova. Questa però deve germogliare nella società, e non credo ahimè che salvo eccezioni la scuola statale, così come è oggi, possa dare un grande contributo. Alla politica compete di creare procedure che favoriscano lo sviluppo di una cultura del bene comune, il che è molto ma non è tutto.

  3. Carlo Meazza ha detto:

    A proposito di linguaggio: proprio ora ho sentito al telegiornale che un ministro ha detto a proposito della tragedia di Casamicciola che bisognerebbe arrestare i sindaci che permettono gli abusi edilizi. Mi ricorda quello che ha detto non troppi anni fa Salvini a proposito di Battisti…deve marcire in galera…

    • Robi Ronza ha detto:

      Carlo, ti faccio una proposta: prova a non pensare a Salvini almeno per un giorno. Per quanto poi ha detto quel ministro ti rimando alla mia risposta a Marinella Malacrea.

      • Carlo Meazza ha detto:

        Quella cosa Salvini l’ha detta o no? Sbaglio io a ricordarla o chi la censura o vuole dimenticarla a tutti i costi? Poi il ritornello centrodestra-centrosinistra dei giornali coi direttori di questi ultimi che censurerebbero le uscite maldestre dei politici di quella parte…Caccia alle streghe Robi, che non porta da nessuna parte. Saresti disposto a chiudere un occhio se certe cose venissero dette da politici di sinistra come lo sei con quelle dette a destra? Salvini si impone lui su ogni tema con i suoi slogan propagandistici.Si impone anche ai suoi compagni di partito che se ne sarebbero liberati da tempo. A proposito di scuola: fa tristezza sentire denigrare quella di Stato nella quale siamo cresciuti tutto sommato bene più o meno tutti. Delle medie che ho frequentato dai Salesiani ne ho invece un ricordo lugubre, triste, dove le botte (nocche sulla testa) le punizioni più umilianti anche per cose non commesse, classismo ( i figli dei ricchi erano dei privilegiati anche nella considerazione di quegli insegnanti) erano la norma. Questo era dominante, per non parlare del sesso. La donna era l’incarnazione del peccato e delle più turpi tentazioni, loro intanto ci accarezzavano le gambe o la schiena sotto la maglietta durante la confessione e non potevamo dire niente se no chissà cosa succedeva…La Scuola di Stato dovrebbe essere difesa da tutti perché è di tutti, meritevoli e no, alti o bassi, belli o brutti, cattolici, musulmani, atei ed ebrei, ricchi o poveri. Di tutti Robi, per questo dovrebbe essere rispettata e aiutata anche con le parole.

      • Robi Ronza ha detto:

        A proposito della caccia alla frase maldestra, ti posso faccio un esempio risalente all’epoca in cui mi occupavo di più di queste cose. Ai tempi in cui erano alla ribalta sia D’Alema che Berlusconi le frasi inmaldestre del primo sparivano e quelle del secondo rimbalzavano sui giornali per settimane. Non è caccia alle strefghe. Sono fatti verificabili.
        In quanto alla scuola statale guarda che non è più quella in cui siamo andati noi. E’ un modo di garantire la scuola a tutti che comunque funzionava quando la società non era plurima come è oggi e quando il suo essere dello Stato bastava a motivare gli insegnanti, gli alunni e i loro genitori. Ha anche adesso dei buoni insegnanti (in pratica dei volontari poichè niente nella “macchina” della scuola statale li motiva ad esserlo) ma incontrarne uno è come vincere al lotto.

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