La crsi del gas e la realtà delle cose

C’è qualcosa di schizofrenico nell’informazione corrente: le due notizie dell’attuale smisurato aumento del prezzo del gas da un lato e della guerra in Ucraina dall’altro vengono per lo più raccontate da telegiornali e da giornali come due fatti separati, senza alcun nesso l’uno con l’altro. Viceversa sappiamo tutti benissimo che il primo è una conseguenza immediata della seconda.

E per di più l’unica soluzione che tutte le forze politiche prospettano è semplicemente un aumento del deficit dello Stato, chiamato pudicamente “scostamento” del bilancio statale, per attenuare l’impatto dell’aumento del prezzo del gas sulle famiglie e sulle imprese. C’è poi un’altra fonte di improvvisa maggior spesa di cui non parla nessuno, quella per gli armamenti che si stanno regalando all’Ucraina e che poi dovranno essere ripristinati per mantenere la capacità difensiva delle nostre forze armate.

La guerra in Ucraina è inoltre la conseguenza immediata ma non unica dei problemi con il gas. L’eccessiva dipendenza dal gas russo è stata costruita nel tempo sia non equilibrando gli acquisti con gli altri fornitori, e quindi adeguando i collegamenti con loro, sia riducendo le estrazioni di gas locale, nel nostro coso italiano, e sia abbandonando il carbone (di cui la Germania ha ancora grandi riserve), e spendendo molto per sviluppare le cosiddette “fonti alternative”, come l’eolico e il fotovoltaico, che per il momento non bastano affatto a sostituire i combustibili fossili.  In Italia si è poi abbandonato il nucleare pretendendo che sia comunque insicuro, e per di più mentre tutto attorno ai nostri confini terrestri — in Francia, Svizzera e Slovenia – sono in funzione centrali nucleari che se si guastassero causerebbero all’Italia del Nord più danni di centrali che eventualmente sorgessero in Italia. Adesso poi ci si mette a parlare da noi di importazioni di gas liquefatto, che è molto costoso e per rigassificare il quale occorrono impianti che non abbiamo e la cui costruzione richiede anni, e che finora nessun comune italiano accetta sul proprio territorio. Insomma tutto il cruciale dibattito sul gas, e quindi sull’energia, in corso nel nostro Paese, è segnato da valutazioni e da speranze assurde. E così anche quello in corso in sede europea. Nell’immediato la vera soluzione del problema è la fine della guerra in Ucraina e la ripresa delle importazioni di gas russo. E intanto mettersi a lavorare per cambiare la situazione. A quando la riscoperta della realtà delle cose?

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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7 risposte a La crsi del gas e la realtà delle cose

  1. sircliges ha detto:

    A mai. La questione del gender è paradigmatica perché è l’essenza dell’ideologia progressista: negazione della realtà e affermazione del desiderio. È così perché voglio che sia così. Alla fine si va a sbattere contro la realtà e ci si fa male.

    • Carlo Meazza ha detto:

      Vedo che la ” questione gender” è un chiodo fisso per alcuni. Perché non tirarla in ballo anche a proposito dell’arredamento dei ghiacciai, del recente rinvio della spedizione americana sulla luna o della migrazione dall’Africa? Secondo me la “lobby gender” è ampiamente responsabile.

      • sircliges ha detto:

        Ho parlato di paradigma. Oggigiorno è stato così scardinato il senso comune delle persone, che non si riesce neanche più a rispondere alla banale domanda “Cos’è una donna?”, come prova il documentario di Matt Walsh. Non si riesce neanche più ad articolare la differenza tra maschio e femmina. Oppure ci si riesce, ma si evita di dirlo ad alta voce per timore delle conseguenze.

        È la totale rimozione della realtà. Negazione delle evidenze base. Il 2+2=5 orwelliano.

        Per questo ho parlato di paradigma. Una volta che hai fatto a tal punto il lavaggio del cervello alla massa, puoi farle credere (o fingere di credere) qualsiasi cosa, non c’è più limite.

  2. cesare chiericati ha detto:

    Un ulteriore “scostamento” di bilancio – sostenuto con particolare enfasi da Matteo Salvini – con conseguente rialzo dei tassi di interessi da pagare ai sottoscrittori, darebbe ai mercati il segnale che i governi italiani, superata la parentesi Draghi, intendono rimettersi sul rischioso crinale di nuovi indebitamenti fuori controllo.

  3. Giacomo ha detto:

    Ci sono voci discordanti sulle cause dell’aumento dei costi di gas e carburanti, qui una di esse https://www.sabinopaciolla.com/enrico-mattei-leni-e-le-nostre-impagabili-bollette/

  4. P@t ha detto:

    correggere subito. Un abbraccio a te e Marina, Patrizia

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