Giornata della Memoria: che cosa non funziona

Commentando l’approssimarsi della Giornata della Memoria (27 gennaio), la senatrice a vita Liliana  Segre, superstite del campo di sterminio nazista di Auschwitz, ha lamentato che aumenti di anno in anno il numero delle persone che dicono di averne abbastanza della rievocazione della Shoah; e si è domandata se, al venir meno dei suoi ultimi testimoni, anche la memoria dell’immane tragedia non sbiadirà.

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Meloni ad Algeri: una grossa operazione di politica estera

È una grossa operazione di politica estera quella che Giorgia Meloni ha compiuto ad Algeri ieri e l’altro ieri rilanciando nel nome di Enrico Mattei i rapporti tra Italia e Algeria e tra l’altro riavviando il progetto del Galsi, il gasdotto lungo 832 chilometri destinato a collegare il porto algerino di Khoudiet-Draouche con Piombino passando attraverso la Sardegna (del quale in questo stesso sito ho scritto varie volte da Il gasdotto Algeria-Italia via Sardegna: una carta vincente che sarebbe meglio non buttare via, 7 giugno 2013, fino a Buone notizie sul fronte del Galsi, 19 gennaio 2023).

E si tenga poi conto che il Galsi è stato progettato come un gasdotto di nuova generazione in grado di trasportare non solo gas naturale ma anche idrogeno “verde”, ammoniaca ed elettricità. Nello scorso dicembre il cancelliere tedesco Olaf Scholz si era recato ad Algeri a siglare un accordo proprio sul Galsi concretizzando un interesse della Germania per tale gasdotto e così anche smarcandosi dalla linea della Commissione Europea che punta tutto sull’eventuale sviluppo delle energie rinnovabili di fatto contrastando perciò l’eventualità che l’Italia diventi il crocevia dell’afflusso in Europa di gas proveniente dalla riva sud del Mediterraneo e dalla regione del Mar Caspio.
Meloni ha evidentemente visto l’urgenza di riaffermare un primato dell’Italia che risale appunto all’epoca di Enrico Mattei, grazie al quale il nostro Paese è l’unico tra gli Stati dell’Unione Europea ad essere già collegato con gasdotti all’Algeria, circostanza questa che ci ha consentito in questi ultimi anni di sostituire con acquisti di gas algerino la massima parte delle forniture di gas russo. È un disegno con “orizzonte di legislatura”, che si fonda sulle cinque intese firmate durante la visita ufficiale della premier ad Algeri: la dichiarazione congiunta per “rafforzare ulteriormente le eccellenti relazioni” fra i due Paesi nel campo politico, economico e culturale, e i quattro accordi privati, inclusi i due fra Eni e Sonatrach, l’omologo algerino dell’Eni, su idrogeno e riduzione dei gas serra.
L’Algeria è un Paese con notevoli risorse ma afflitto da una grande disoccupazione specialmente giovanile dove investimenti italiani in campo manifatturiero sarebbero senza dubbio di reciproca utilità. In questo consiste il piano Enrico Mattei: da un lato nostri acquisti di energia e dall’altro la creazione in Algeria di aziende con tecnologia italiana orientate a produrre per i mercati del Vicino Oriente e dell’Africa. In questo spirito al seguito di Giorgia Meloni è andato ad Algeri anche il presidente di Confindustria Bonomi. D’altra parte ad Orano è imminente l’entrata in funzione di uno stabilimento della Fiat-Stellantis e si parla di produrre in Algeria anche la Vespa.
Mentre Meloni era ad Algeri il nostro ministro degli Esteri Tajani si è recato al Cairo evidentemente per rassicurare l’Egitto, sulle relazioni col quale incombono le conseguenze dell’irrisolto caso Regeni, sui nostri acquisti del suo gas.
Giorgia Meloni si è portata ad Algeri anche l’amministratore delegato dell’Eni Descalzi, il quale appunto nella circostanza ha firmato accordi con la Sonatrach. In tali accordi però non si cita il Galsi ma si dice genericamente che le due aziende “condurranno studi per individuare possibili misure di miglioramento della capacità di export di energia dall’Algeria verso l’Europa” forse perché il Galsi è un progetto in cui finora l’Eni non è presente.
Descalzi ha poi anche detto ad Algeri che a seguito degli sviluppi in corso entro il 2024 potremo fare a meno del tutto del gas russo. Speriamo, aggiungiamo per parte nostra, che questo non accada. Quando la guerra in Ucraina sarà finita occorrerà riprendere in una certa misura gli acquisti di gas russo se non si vuole che la Russia sia costretta ad offrirlo a qualsiasi prezzo alla Cina.
24 gennaio 2023

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Centomila a Washington alla Marcia per la Vita (seguito)

L’altro ieri (cfr. Centomila ieri a Washington alla Marcia per la Vita, ma in Italia non si è saputo) ho scritto della 50° annuale Marcia per la Vita svoltasi nella capitale americana, della quale come al solito in Italia non si è avuta notizia. Da sempre infatti i nostri telegiornali e i nostri giornali non ne parlano o la citano appena, i loro corrispondenti negli Usa non se ne accorgono. Ieri però La Stampa si è accorta che “la cittadina di Madison, Wisconsin”, sarebbe stata sede di una manifestazione abortista ed ha subito spedito il suo inviato, Alberto Simoni, a seguire l’evento.

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Centomila ieri a Washington alla Marcia per la Vita, ma in Italia non si è saputo

Ieri a Washington ha avuto luogo, con la partecipazione di circa 100 mila persone, la 50° Marcia per la Vita, che si svolge ogni anno da quando nel 1973 la Corte Suprema degli Stati Uniti, con la sentenza sul caso Roe vs Wade, legalizzò l’aborto scavalcando la competenza degli Stati in materia (che allora in larga maggioranza lo vietavano). Come al solito in Italia per lo più non se ne è avuta notizia.  Non da oggi infatti ma da sempre i nostri telegiornali e i nostri giornali di regola non ne parlano o appena la citano, e i loro corrispondenti negli Usa non se ne accorgono.

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Ue. Meloni: subito un Fondo europeo per aiuti alle imprese

Italia-Ue, obiettivi da ridiscutere, Corriere del Ticino*. 18 gennaio 2023

Il versamento degli aiuti dell’Unione Europea all’Italia avviene a rate ed è subordinato al raggiungimento di una serie di obiettivi che sono stati negoziati tra la Commissione e il governo Draghi. Per poter ricevere a giugno i 18,4 miliardi di euro della prossima rata gli obiettivi da raggiungere sono 27, di cui 12 in scadenza a marzo e 15 a giugno. 

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Buone notizie sul fronte del Galsi

Buone notizie sul fronte del Galsi, il gasdotto — del quale in questo sito ho più volte parlato — che correndo sul fondo del Mediterraneo e attraversando la Sardegna collegherà l’Algeria alla città toscana di Piombino. Sui giornali sardi è apparsa la notizia che nello scorso dicembre ad Algeri è stato sottoscritto un accordo in forza del quale anche la Germania di Olaf Scholz sosterrà il progetto. È una bella svolta rispetto ai tempi in cui la Germania di Angela Merkel vi si era opposta su pressione della Russia di Putin, timoroso della concorrenza del gas algerino al suo gas.

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Matteo Messina Denaro. Una cattura che merita un po’ meno squilli di tromba

Dopo 48 ore di ininterrotti squilli di tromba istituzionali e mediatici per la cattura di Matteo Messina Denaro è il caso di domandarsi se non sarebbe meglio celebrare più compostamente la cattura di un capo mafioso latitante per trent’anni in Sicilia negli stessi luoghi teatro dei suoi misfatti.

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L’uomo è più del suo bisogno. L’esempio di Caritas Ticino

Appena fuori dei nostri confini, nella Svizzera Italiana, c’è una Caritas, la Caritas Ticino,www.caritas-ticino.ch / cati@caritas-ticino.ch, che a mio avviso è un modello degno della massima attenzione anche per chi opera nel nostro Paese nello stesso settore e in particolare per le Caritas diocesane.

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Il “gender” non passa all’Assemblea Generale dell’Onu

Anche questa volta i giornali e telegiornali italiani non ci hanno informato che nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite — che come sempre ha avuto luogo nell’ultimo trimestre dell’anno scorso a New York — i tentativi degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e di Paesi del Nordeuropa non membri dell’Ue di introdurre l’ideologia “gender” nei documenti e nell’attività dell’Onu sono stati respinti.

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Francesco, la paura della vita e il compito di ognuno di noi

“Purtroppo, appare emergere sempre più una “paura” della vita, che si traduce in molti luoghi nel timore dell’avvenire e nella difficoltà a formare una famiglia e mettere al mondo dei figli”, ha detto tra l’altro il Papa nel suo discorso del 9 gennaio al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (https://www.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2023/1/9/corpo-diplomatico.html) E ha fatto al riguardo il caso dell’Italia dove, ha sottolineato, è in atto, “un vero e proprio inverno demografico, che mette in pericolo il futuro stesso della società. Al caro popolo italiano, desidero rinnovare il mio incoraggiamento ad affrontare con tenacia e speranza le sfide del tempo presente, forte delle proprie radici religiose e culturali”.

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