Guerra in Ucraina: la vera posta in gioco

Dal punto di vista dell’Europa, e in particolare dell’Europa mediterranea e di quella centrale, la crisi ucraina può essere vista in due modi: una è quella con cui i leader europei la guardano adesso, a testa bassa e in una prospettiva che non va oltre all’immediato; l’altra è quella che considera il senso dei rapporti dell’Europa non con la Russia di Putin, ma con la Russia in quanto tale.

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Usa, abolito il diritto all’aborto: una notizia falsa

Usa, abolito il diritto all’aborto: questo è oggi il titolo di apertura del Corriere della Sera, e così pure di molti altri giornali, sia in Italia che in altri Paesi europei. Mi sembra allora importante informare i mei lettori che si tratta di una notizia falsa.

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Dopo Berlusconi: quali prospettive

Il centrodestra dopo Berlusconi, Corriere del Ticino*, 22 giugno 2022

Quanto pesa oggi nella vita politica italiana Forza Italia, il partito la cui comparsa segnò l’inizio della “Seconda Repubblica”?

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Comunicazione interna n. 4

Sono tra coloro i quali ritengono che quell’errore in tema di “successione del carisma”, di cui scrive il cardinale Farrell nella sua lettera al presidente della Fraternità di Cl del 10 giugno scorso, avesse effettivamente trovato spazio nel passato recente del Movimento. E fra l’altro vi accennai (cfr. pag..127) nel mio libro Luigi Giussani, CL & oltre, Edizioni Ares, febbraio 2021, pubblicato cioè circa un anno prima della lettera che lo stesso Cardinale scrisse alla Fraternità di Cl lo scorso 22 febbraio.

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Referendum. L’ovvio fallimento di un meccanismo da riformare

Con il fallimento dei referendum sulla giustizia per i quali si è votato ieri abbiamo pagato ancora una volta il prezzo del modo ristretto e reticente con cui questo istituto democratico venne introdotto nella nostra Costituzione.

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Europa. Per fortuna che c’è il resto del mondo

Ieri il Parlamento Europeo ha approvato con 364 voti favorevoli, 154 contrari e 37 astensioni una risoluzione del titolo “Minacce globali ai diritti sull’aborto: la possibile revoca dei diritti all’aborto negli Stati Uniti da parte della Corte Suprema”.

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Crodo, l’ambiente e la lezione di san Benedetto

Lo scorso 29 aprile, in una nota dal titolo No all’attuale diffusione incontrollata del lupo, avevo preannunciato un convegno sul tema ““La tutela incondizionata del lupo porta all’estinzione dell’allevamento tipico dell’arco alpino. Come cambiare rotta” in programma a Crodo (Verbano-Cusio-Ossola) il susseguente 7 maggio.

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Movimento 5 Stelle: il grande camaleonte

Camaleonti pentastellati, Corriere del Ticino*, 2 giugno 2022

Sta scritto all’art. 11 della sua Costituzione che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.  È compatibile questo principio costituzionale con l’invio di armi all’Ucraina?

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  In un recente passato, nel caso dall’Afghanistan, l’Italia era già intervenuta militarmente in un teatro di guerra con reparti armati, ma definendo la propria presenza come missione di pacificazione. In teoria i militari italiani erano in Afghanistan con compiti di polizia e di ricostruzione dell’economia e della società locali, il che poi non era molto vero, ma aiutava a farlo credere all’opinione pubblica interna il contesto non europeo e la distanza dei luoghi.

Nel caso dell’Ucraina invece si tratta di forniture di armi e forse anche di invio di istruttori. Inoltre la situazione di guerra è evidente. Perciò è chiaro il senso dell’iniziativa. Resta il discorso della distinzione tra armi difensive, come ad esempi i razzi controcarro, e armi offensive come appunto i carri, ma è molto fragile; e per di più il governo italiano ha posto il segreto sul tipo di armi che sta fornendo. Si aggiunga poi il fatto che dai sondaggi risulta che la maggioranza degli italiani, mentre è d’accordo per il soccorso alla popolazione e per l’accoglienza dei profughi, è contraria appunto all’invio di armi all’Ucraina.

In questo contesto il Movimento 5 Stelle, che pure è uno dei partiti della maggioranza di governo, ha preso posizione contro tale invio. Il suo leader Giuseppe Conte l’ha detto più volte chiaramente, per esempio lo scorso 13 maggio incontrando a Roma i giornalisti della stampa estera. “Non mi diverto a creare problemi al governo, ma nessuno può chiederci di tacere”, ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, chiedendo che,” dopo il terzo decreto sugli equipaggiamenti da destinare a Kiev, l’esecutivo di Draghi non vari più provvedimenti in questo senso “.

Senonché passano pochi giorni e il 17 maggio, quando i parlamentari di Alternativa, un gruppo di fuorusciti dal Movimento 5 Stelle, presentano alla Camera un ordine del giorno in cui si propone di sospendere l’invio di armi a Kiev, il Movimento 5 Stelle vota contro insieme agli altri partiti della maggioranza. Un ordine del giorno è un atto non vincolante ma cosiddetto “di indirizzo dell’azione dell’esecutivo”. Un segnale politico, insomma. Nessun deputato della maggioranza prende la parola e l’ordine di scuderia è bocciare il testo. E anche i Cinque stelle, dicevamo, votano no. Come mai? Perché era “un’iniziativa velleitaria e fuori contesto”, dicono i pentastellati. E così la Camera boccia la proposta di sospendere il sostegno armato a Kiev con 353 no, 27 sì e 8 astenuti.  E della Costituzione non si parla.

Per spiegare quel che è accaduto i deputati M5s membri della commissione Difesa diffondono una lunga nota in cui dicono tra l’altro che da settimane si schierano “contro l’escalation militare in Ucraina chiedendo un voto in Parlamento in merito all’invio di ulteriori armi” ma trovano “velleitari e totalmente fuori contesto gli ordini del giorno al decreto Energia che chiedono la sospensione tout court delle spese militari e il blocco di qualsiasi atto di autorizzazione per l’esportazione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari. Sono ordini del giorno che metterebbero in ginocchio l’intero comparto della difesa riducendo sul lastrico i 300 mila dipendenti impegnati nel settore”. “In questo momento”, dichiarano, “serve serietà: non appoggeremo mai proposte strampalate e irresponsabili”.

Confermandosi in quel ruolo di grande camaleonte della politica italiana che lo caratterizza fin dall’origine, con questa girandola di posizioni, insomma, il Movimento 5 Stelle riesce a essere nel medesimo tempo partito di governo, portavoce dell’opinione pubblica contraria all’invio di armi all’ Ucraina e difensore degli interessi dei dipendenti delle industrie che producono armamenti.

*quotidiano della Svizzera Italiana

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Secolo XX: i fatti e le idee

Come ogni anno ricordo a chi sta preparandosi per gli esami di licenza o di maturità che nella sezione “Antologia” — raggiungibile in questo sito cliccando la parola nella banda nera più sopra — c’è un mio scritto dal titolo Fatti e idee del Novecemto. Uno sguardo d’inseme che può risultare utile per il ripasso di storia. E comunque può intreressare a tutti.

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Vietato mettere in discussione l’aborto?

Sulla pagina “Commenti & Idee de La Stampa dello scorso 25 maggio è apparso un articolo che merita tuttora numerose riflessioni. Si tratta di un testo di Vladimiro Zagrebelsky dal titolo “Non si può far tacere chi è contro l‘aborto”. 

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