Cirinnà sì, Gandolfini no

Un seminario sulla disforia di genere e la medicina transgender, che oggi avrebbe dovuto aver luogo nel quadro dei corsi di aggiornamento offerti ai suoi associati, è stato improvvisamente annullato ieri senza darne alcuna motivazione  dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Tra i relatori del seminario, patrocinato tra l’altro dalle università di Brescia e di Torino, era annunciato Massimo Gandolfini.

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Nei giorni precedenti l’iniziativa era stata pesantemente criticata da L’Espresso in un articolo intitolato “L’antigender Massimo Gandolfini insegna ai giornalisti come parlare di persone trans” e poi da Pietro Turano, portavoce del Gay Center, il quale aveva dichiarato: «Chiediamo all’Ordine di fornire spiegazioni e rimuovere Gandolfini dai relatori. Gandolfini è il leader del Family Day e si è espresso negli anni con posizioni omotransfobiche e anti-abortiste, parlando di omosessualità come disagio identitario da poter correggere, di percorsi transgender come assurdità, di aborto come omicidio. (…) La partecipazione di Gandolfini a un simile evento appare incomprensibile e strumentale”.

A questo punto senza fiatare l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia si è allineato. E si tenga conto che in precedenti occasioni a persone schierate su posizioni opposte come Monica Cirinnà è stato (giustamente) concesso di partecipare ad incontri su analoghi temi.

L’episodio si presta a varie considerazioni. Innanzitutto conferma che attualmente forze potenti cercano di imporre un pensiero unico, e in forza di ciò, in piena contraddizione con la libertà di espressione garantita dalla nostra Costituzione, pretendono di escludere dal pubblico dibattito chi non vi si adegua. In secondo luogo conferma che c’è chi pensa ai  giornalisti come a degli automatici banditori di tale pensiero unico che perciò è meglio non frastornare facendo loro sapere che esiste anche gente che la pensa diversamente.

23 settembre 2022

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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8 risposte a Cirinnà sì, Gandolfini no

  1. Fortunato Pezzimenti ha detto:

    Che ne dice dell’incontro in Vaticano con le persone LGBT?

    • Robi Ronza ha detto:

      Dico che è giusto incontrare tutti.

      • Carlo Meazza ha detto:

        Giusto. Anche accettare (con che diritto potrebbe essere il contrario?) davvero che tutti vivano il loro amore per gli altri liberamente in base alla propria sessualità e che la loro relazione venga riconosciuta sempre senza alcun pregiudizio e giudizio. Ma sappiamo che non è così e che il vento dell’est, che non è purtroppo quello di Guccini, non fa ben sperare.

      • Robi Ronza ha detto:

        Non si discute del diritto di vivere il proprio amore per gli altri liberamente (che in Italia è assicurato dal 1880), ma di pretendere che l’unione omosessuale sia definita e normata come famiglia, il che non è. E in Italia non è a norma della Costituzione.

  2. Carlo Meazza ha detto:

    Ma la Cirrinnà ha tenuto un intervento al Seminario di aggiornamento su quei temi presso l’ordine dei giornalisti della Lombardia? Quando?

  3. Giuseppe ha detto:

    Carta d’identità di tutti i giornalisti lombardi.

  4. Dario ha detto:

    Se sei un centro sociale abusivo che okkupa uno stabile a Roma arriva l’elemosiniere del Papa a riattaccarti la corrente. Se vuoi parlare di bambini nati da un uomo e una donna neanche ti fanno parlare! Che bel paese!

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