25 settembre: meglio votare anche se non importa molto, ma per chi?

Il prossimo 25 settembre si tratta, a mio avviso, di scegliere il meglio del peggio: non c’è infatti una sola forza politica influente tra quelle in gioco alle prossime elezioni da cui ci si possa attendere una risposta completa e ragionevole agli attuali problemi del Paese e del mondo, e insieme nessun danno ai pilastri su cui si fonda la società italiana. Per rendersene conto basta andarsi pazientemente a leggere i programmi con cui si presentano.

Alla tavola rotonda con tutti i leader dei partiti, salvo l’assenza di Calenda, che ebbe luogo alla recente edizione del Meeting di Rimini si è persa una grossa occasione per chiarire come stessero le cose. Alle domande di ordine generale che sono state loro poste i leader hanno ovviamente risposto dicendo della loro posizione soltanto ciò che ritenevano più gradito al pubblico che avevano di fronte. Sarebbe poi stato interessante porre a ciascuno domande dirette, a partire dal rispettivo programma elettorale, su precise questioni cruciali.  Di certo etiche, come la posizione in tema di famiglia, di aborto,  di fine vita, di normalizzazione dell’omosessualità (cosa ben diversa dalla depenalizzazione dell’omosessualità che in Italia risale al 1890, e non al 1967-72 come nel Nord Europa); ma anche di autentica sussidiarietà come chiave di volta di una riforma generale dello Stato, di politica internazionale ( se assolutamente “atlantica” o se aperta anche ad altre visioni come ad esempio quella assai diversa di Papa Francesco), di modello complessivo in tema di gestione della scuola, di struttura dell’ economia nazionale e così via.

Se si fosse fatto così sarebbe emerso quale distanza vi sia tra l’attuale status quo della politica italiana e ciò di cui il Paese ha davvero bisogno.  E si sarebbe perciò visto con chiarezza che perciò oggi l’impegno politico urgente è quello nella società, tra la gente comune per far crescere una domanda politica diversa; e che rispetto a questa necessità le elezioni sono oggi un appuntamento secondario,  e come tale devono venire trattate. Ciò è tanto più vero nel nostro caso tenendo presente che andiamo a votare con una legge che ci consente soltanto di scegliere tra le coalizioni negandoci invece il diritto di scegliere tra i candidati.

Osserviamo innanzitutto che siamo di fronte a due maggiori coalizioni, una di orientamento radicale (il cosiddetto centrosinistra) e l’altra di orientamento liberale (il cosiddetto centrodestra). Ci sono poi i 5 Stelle di Giuseppe Conte e  il “Terzo Polo” di Carlo Calenda e di Matteo Renzi, i primi pure con contenuti radicali, e i secondi con alcuni contenuti radicali e altri liberali e  inoltre un riferimento alla cosiddetta Agenda Draghi, ossia stranamente  al programma di un governo di “salute pubblica” per definizione incompleto e di emergenza. Il “Terzo Polo” nasce con l’intenzione di condizionare, non si capisce in nome di che cosa ma in sostanza con contenuti per lo più di natura radicale, quello dei due maggiori schieramenti che vincerà le elezioni, probabilmente il cosiddetto centrodestra.

Il ruolo di partito anti-sistema, che in un passato recente era del Movimento 5 Stelle, viene questa volta ricoperto da Italexit per l’Italia, una fomazione fondata nel 2020 dal senatore Gianluigi Paragone, a suo tempo entrato in politica sotto l’egida della Lega Nord, e più tardi dapprima eletto in Parlamento e poi espulso dai 5 Stelle. Italexit si pone come casa politica di un sottobosco ribollente di scontenti di ogni cosa. E questa è la sua unica funzione.

Questa essendo la situazione, e nei limiti che si sono detti, a me sembra che valga la pena di votare per la coalizione di orientamento liberale (di centrodestra) per questo o per quel partito tenendo conto di chi sono i candidati proporzionali che nella propria circoscrizione sono presentati dai vari partiti con possibilità di venire eletti. È infatti questa a mio avviso la coalizione dal cui governo possono venire meno danni, e che può aprire magari anche senza volerlo più spazi a progetti positivi che nascano nella società. C’è poi il caso di Noi Moderati, il più nuovo e più piccolo dei partiti della coalizione di orientamento liberale che si presenta con un programma che “si fonda su politiche ispirate al liberalismo e alla dottrina sociale della Chiesa”. È una minuscola formazione che probabilmente eleggerà quasi soltanto i tre o quattro notabili di varia estrazione che l’hanno fondata e che saranno candidati uninominali della coalizione di orientamento liberale in altrettanti collegi. È poi difficile immaginare quale influenza questi tre o quattro potranno avere nella coalizione con il loro programma che è spesso un richiamo tardivo agli ideali in nome dei quali erano entrati in politica molti anni or sono. Consente comunque ai loro rispettivi amici un voto di appartenenza, e va bene così.

11 settembre 2022

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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5 risposte a 25 settembre: meglio votare anche se non importa molto, ma per chi?

  1. Carlo Meazza ha detto:

    Robi, è voluto o è solo una dimenticanza che non abbia citato i 5 Stelle accreditati attorno al 15%? (15%) Sarebbe bello sapere dentro di sé per chi tifa il Papa, per chi fermerebbe di nuovo persone ( persone) sui barconi, per chi è amico di Orban che parla di razza europea da non mischiare con altri, per chi ha sempre parlato a vanvera contro l’Ue e per partito preso, per chi ostenta strumentalmente simboli religiosi e valori ( famiglia, bambini ecc.ecc) o parole come Patria (quale?) come fossero una maglietta calcistica ecc.ecc.? Sarebbe bello saperlo.

  2. Marinella Malacrea ha detto:

    Come mai non consideri affatto i partiti ‘antisistema’ che hanno buona probabiità di raggiungere la soglia di sbarramento?

    Marinella

    • Robi Ronza ha detto:

      Non ci ho pensato perché non mutano il quadro complessivo. Ne aumentano soltanto la confusione.

      • Carlo Meazza ha detto:

        Sembra abbiano più della Lega. Perché il “quadro complessivo” lo muta “Noi moderati” accreditati all1%? Poi hai sempre difeso le minoranze e ora snobbi una formazione politica che pare essere il terzo partito? Difficile da capire.

      • Robi Ronza ha detto:

        No ma ho pensato di dire quel che ho detto su Noi Moderati perché so che molti tra i miei lettori li prendono in considerazione.

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