Ucraina. Perché non puntare alla tregua proposta dal Papa?

È impressionante la scarsa eco che trovano, sia nelle cancellerie che sulla stampa internazionale, i sempre più accorati appelli del Papa alla tregua alla guerra attualmente in corso in Ucraina.

  Ancora ieri, parlando dopo il suo consueto Angelus televisivo, è tornato sull’argomento dicendo: “Siamo nei giorni che precedono la Pasqua. Ci stiamo preparando a celebrare la vittoria del Signore Gesù Cristo sul peccato e sulla morte. Sul peccato e sulla morte, non su qualcuno e contro qualcun altro. Ma oggi c’è la guerra. Perché si vuole vincere così, alla maniera del mondo? Così si perde soltanto. Perché non lasciare che vinca Lui? Cristo ha portato la croce per liberarci dal dominio del male. È morto perché regnino la vita, l’amore, la pace Si depongano le armi! Si inizi una tregua pasquale; ma non per ricaricare le armi e riprendere a combattere, no!, una tregua per arrivare alla pace, attraverso un vero negoziato, disposti anche a qualche sacrificio per il bene della gente. Infatti, che vittoria sarà quella che pianterà una bandiera su un cumulo di macerie?”. Questo infatti è il punto da cui prendere le mosse per negoziare la pace. Nemmeno alla Russia conviene continuare a colpire le città ucraine perché appunto se le conquistasse definitivamente pianterebbe “una bandiera su cumulo di macerie”; e dovrebbe in primo luogo ricostruirle.

L’Unione Europea, che è sin qui il maggior acquirente di gas russo, potrebbe offrire il ritiro delle sanzioni, o di una parte di esse, in cambio dell’apertura dei negoziati.  Il governo ucraino attualmente chiede all’Occidente innanzitutto forniture di armi, e questo si può capire dal suo punto di vista, ma non ha senso che l’Europa si limiti a questo. Biden evidentemente punta a una guerra prolungata nella speranza che i suoi contraccolpi all’interno della Russa facciano cadere Putin. Questa però è una prospettiva irresponsabile per due motivi: da un lato per i costi umani e materiali del confitto e dall’altro perché nessun può assicurare che il successore di Putin sarebbe meglio di lui. Se si va anzi a vedere che cosa pensano alcuni che si prospettano c’è piuttosto da prevedere il contrario. Pertanto bisogna premere perché l’Unione Europea cambi politica, e la smetta di muoversi all’ombra degli Stati Uniti e a servizio di interessi che non sono suoi. Può accadere? Sovviene in proposito la frase con cui Francesco ha concluso il suo appello alla tregua di ieri: “Nulla è impossibile a Dio. A Lui ci affidiamo, per intercessione della Vergine Maria”.

11 aprile 2022

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a Ucraina. Perché non puntare alla tregua proposta dal Papa?

  1. Piero ha detto:

    Confermo e sottoscrivo.

  2. Alberto ha detto:

    Anche io. Purtroppo l’unica voce che dice cose ragionevoli non viene ascoltata.

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