La libertà, il pesce rosso e il sogno di una notte di mezza estate

Confrontando vari giornali e telegiornali, come è più facile al tempo delle ferie estive, sto arrivando a questa sconfortante conclusione: se vivessimo sotto una dittatura la cronaca politica della stampa sia scritta che radiotelevisiva non sarebbe molto diversa. Ciò che al tempo dei dittatori del secolo scorso veniva imposto duramente con la forza oggi viene imposto fluidamente da esigenze tecniche e di spettacolo, ma il risultato finale non cambia. Il potere costituito reale del nostro tempo, che è assai più finanziario e internazionale che politico e nazionale, fa ovviamente la propria parte, ma in genere non ha nemmeno bisogno di scendere in campo. La forza delle cose basta e avanza.

Come già qualche volta ho ricordato, non si può fare oggi l’informazione radiotelevisiva rapida, continua e di ottima qualità tecnica e registica, cui siamo ora abituati, senza il consenso e la collaborazione attiva del dominus del teatro degli eventi, chiunque egli sia. Perciò quanto più l’informazione è immediata e tecnicamente perfetta tanto più deve essere in qualche modo ufficiale e autorizzata. Altrimenti giornalisti, operatori e ausiliari non avrebbero tutte le informazioni, e tutte le libertà di movimento, di rapido accesso e di rapido allontanamento dal teatro degli eventi mancando le quali non potremmo avere sempre e comunque l’ultima notizia così come l’abbiamo adesso. Perciò tutti i grandi gruppi editoriali tendono a mantenere in certa misura buoni rapporti con chi sta al potere, compresi quelli che in teoria non sarebbero “governativi”. Lo stesso vale anche alla scala mondiale con le proporzionate conseguenze. La stampa scritta potrebbe, se volesse, muoversi con maggiore libertà. Siccome però rincorre per lo più l’informazione radiotelevisiva finisce in ogni caso per subirne indirettamente i condizionamenti.

Il condizionamento gioca poi in due direzioni: influisce infatti non solo su ciò che viene alla ribalta, ma prima ancora sulla scelta di quello che a tale ribalta può giungere. Perciò, tanto per fare un esempio, malgrado la sua decisiva importanza la crisi demografica mondiale suscita molta meno attenzione della sorte degli orangutan e delle testuggini. In fin dei conti questo secondo aspetto della questione è il più importante. Stabilire il perimetro delle questioni di cui si parla è il potere fondamentale. Nella misura in cui si subisce tale condizionamento anche gli eventuali giudizi alternativi sono un po’ come i guizzi del pesce rosso chiuso nel vasetto, che poi qualcun altro porta dove gli pare. Osservo per inciso che il paragone non è casuale: rimanda infatti a un documento, la lettera aperta dal titolo “La libertà, il potere e il pesce rosso”, https://www.tempi.it/la-liberta-il-potere-e-il-pesce-rosso/, pubblicata nello scorso gennaio, di cui consiglio vivamente la lettura.

Lasciamoci allora cullare da un sogno di una notte di mezza estate. Immaginiamo che un grande gruppo dell’industria dell’informazione, statale o non statale che sia, voglia fare il gesto lungimirante di investire nella produzione di un canale tv tramite cui sperimentare un messaggio mediatico diverso da quelli correnti e verificare se potrebbe trovare un suo pubblico.

Vediamo dunque quali potrebbero essere alcuni lineamenti-chiave del messaggio mediatico di tale canale sperimentale:

 

In linea generale

Preoccuparsi più della qualità e della completezza dei contenuti che della rincorsa alla comunicazione dell'”ultima notizia”.

Ricercare e valorizzare fonti diverse da quelle costituite dall’insieme delle agenzie di notizie.

Pur non censurando la problematicità, prendere sempre le mosse non dalla drammatizzazione delle difficoltà bensì dalla speranza, dalla fiducia, dalla capacità dell’uomo di essere all’altezza delle sfide che gli si pongono. Ad esempio, nel caso recente della disastrosa esplosione nel porto di Beirut, raccontare più la ricostruzione già iniziata che continuare a raccontare il disastro enfatizzando inoltre manifestazioni di protesta di poche centinaia di persone.

In particolare

  1. Con riguardo ai servizi giornalistici:
  2. a) rispetto del principio audietur et altera pars, oggi quasi regolarmente ignorato;
  3. b) comunicazione orientata all’affronto concreto e alla soluzione dei problemi più che alla pura e semplice notizia di ciò che non va;
  4. c) riscoperta del Nord Italia come una fonte primaria di informazione di importanza nazionale. Quindi completamento dell’offerta informativa con radio e telegiornali a diffusione nazionale con direzione a Milano ma prodotti in modo policentrico; beninteso non del Nord ma dal Nord.

Specifico carattere di questi telegiornali e giornali radio:

–  informazione che parte dalla cronaca economica e sociale per arrivare alla cronaca politica;

–  normale attenzione per l’attualità anche dei Paesi vicini e confinanti con l’Italia

Nota. Si potrebbe poi verificare se ciò valga analogamente per il Sud, e se quindi ci siano le condizioni per avviare dei telegiornali e giornali radio dal Sud con una direzione a Napoli.

 

  1. Con riguardo ai servizi giornalistici ma non solo:

La riscoperta dell’Europa e del Mediterraneo come orizzonte ordinario del “messaggio”. Quindi regolare spazio a servizi su problemi, su esperienze positive, sulla cultura di altri Paesi europei e del Mediterraneo.

 

  1. Con riguardo agli sceneggiati (fiction)

Soggetti per lo più attinti alla storia dell’ Italia, compresa quella precedente alla nascita dello Stato italiano, e alle opere di scrittori per così dire “regionali” (da Grazia Deledda a Mario Rigoni Stern tanto per fare qualche esempio);

Ambientazioni orientate a comunicare lo straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico del nostro Paese;

Considerazione anche per la storia dei vinti, a partire da quella dei vinti del Risorgimento.

Un canale del genere potrebbe molto utilmente essere anche un motore principale dell’ormai urgente opera di risanamento della lingua italiana dalla sua attuale ingiustificata e sproporzionata anglicizzazione. Fine del sogno.

10 agosto 2020

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
Questa voce è stata pubblicata in Diario e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.