L’idea americana di far entrare l‘Ucraina nella Nato: una provocazione cui l’Ue farebbe bene ad opporsi

Facendo leva sulla Nato, che è cosa loro malgrado le tante bandiere che sventolano a Bruxelles davanti al suo quartiere generale, gli Stati Uniti di Joe Biden stanno provocando Mosca allo scopo di esacerbare la crisi in atto tra Russia e Ucraina. Ammesso e non concesso che Putin sia un losco figuro (nel senso che lo è assai meno di altri personaggi cui gli Usa buttano invece le braccia al collo), se si guarda ai fatti ci si avvede che così stanno le cose.

In questo clima, tanto più considerando che gli Usa non intendono  mettere in discussione la loro volontà di far entrare l’Ucraina nella Nato, i negoziati russo-americani ora iniziati a Ginevra non lasciano molto a sperare.

Possiamo anche, pro bono pacis, trastullarci con l’idea che Biden non se ne renda conto, ma è evidente che le conseguenze strategiche di questa politica non possono che essere: 1) nell’immediato, come infatti già è accaduto, un forte aumento del prezzo del gas naturale grazie a cui rimettere sul mercato a nostre spese il più costoso shale gas americano; 2) a lungo termine la trasformazione in un nuovo Medio Oriente del bacino del Dniepr, il grande fiume che nasce in Russia per poi bagnare la Bielorussia e l’Ucraina.

Al netto di tutto ciò che di buono si può dire degli Stati Uniti occorre tuttavia non dimenticarsi mai che sono un Paese imperiale, quando vuole straordinariamente capace di coprire di nobili motivi anche le sue azioni più nefande. Si pensi ad esempio all’aura romantica con cui viene raccontata la conquista del West, che in realtà è comunque la storia di un genocidio, o all’episodio della strenua resistenza ad  Alamo dei coloni americani  stretti d’assedio dall’esercito messicano del generale Santa Ana. La vicenda viene di solito raccontata come qualcosa di simile alla battaglia delle Termopili tra i greci pronti a tutto per difendere la loro libertà e gli invasori persiani quando gli assediati di Alamo  erano in effetti dei coloni stranieri insorti per strappare al Messico il Texas dove si erano stabiliti. E il casus belli  del conflitto non fu affatto la difesa della libertà bensì il no del governo messicano alla richiesta di questi coloni di introdurre nel Texas la schiavitù, che nel Messico era proibita.

Venendo al nostro caso, per la Russia la prospettiva dell’entrata dell’Ucraina nella Nato è una provocazione. È una provocazione non per la Russia di Putin, ma per la Russia in quanto tale. Chiunque fosse al potere al Cremlino non potrebbe accettarla. L’Ucraina, insieme alla Bielorussia ed ancor più di questa, è una delle «Russie», ossia dei Paesi eredi dell’antica Rus’, che si era formata attorno a Kiev e più o meno attorno all’attuale Ucraina. In certo modo insomma l’Ucraina è la madre dell’odierna Russia.

È significativo che la Russia, dopo aver accettato senza reagire la perdita di influenza e l’entrata nella Nato di tutti gli Stati dell’Europa orientale che furono sotto il suo dominio dal 1945 al 1991,  adesso si opponga con forza all’entrata della Nato dell’Ucraina. Ha potuto accettare anche l’entrata nella Nato dell’Estonia, a seguito della quale il territorio dell’alleanza giunge fino alle porte di Sanpietroburgo, ma quella dell’Ucraina è impensabile. E poi che bisogno ce n’è? Senza danno per nessuno e con suo vantaggio l’Ucraina potrebbe piuttosto diventare ciò che la Finlandia fu al tempo dell’Unione Sovietica, ossia una zona franca tra l’Europa e la Russia. All’Unione Europea non conviene affatto seguire passivamente Biden sulla via di una politica così aggressiva verso la Russia. Al contrario, per il nostro interesse ma anche per quello della pace in generale, all’Unione converrebbe frenare Washington al riguardo in tutta la misura del possibile. C’è qualcuno a Bruxelles che se ne rende conto?

10 gennaio 2022

Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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6 risposte a L’idea americana di far entrare l‘Ucraina nella Nato: una provocazione cui l’Ue farebbe bene ad opporsi

  1. Andrea ha detto:

    Caro dr. Ronza, sarebbe utile di far diventare questo articolo una letterina all’on. Di Maio e all’on. Gentiloni.
    Buona giornata

    • Carlo Meazza ha detto:

      Sarebbe bello sapere cosa ne pensano gli abitanti dell’Ucraina, se cioè preferirebbero vivere a fianco e alleati di paesi certamente imperfetti ma certamente democratici come quelli dell’attuale Unione europea o di paesi dove la democrazia è un sogno. La Nato viene di conseguenza. Per quanto mi riguarda però ogni discorso su alleanze militari e simili mi fa paura perché vuol dire che, ancora, non si parla davvero

  2. Carlo Meazza ha detto:

    Sarebbe bello sapere cosa ne pensano gli abitanti dell’Ucraina, se cioè preferirebbero vivere a fianco e alleati di paesi certamente imperfetti ma certamente democratici come quelli dell’attuale Unione europea o di paesi dove la democrazia è un sogno. La Nato viene di conseguenza. Per quanto mi riguarda però ogni discorso su alleanze militari e simili mi fa paura perché vuol dire che, ancora, non si parla davvero

  3. Carlo Meazza ha detto:

    Robi, chi sono le persone,peggiori di Putin, cui gli Usa buttano le braccia al collo?

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