Berlusconi e Meloni: i motivi profondi del contrasto

La lite che divide il centrodestra, Corriere del Ticino*, 17 ottobre 2022

Il silenzio che caratterizzava le trattative nella coalizione di centrodestra in Italia per la formazione del nuovo governo si è improvvisamente interrotto giovedì scorso, il giorno in cui la nuova Camera si è riunita per la prima volta per eleggere il suo presidente. Salvo Berlusconi e Anna Maria Bernini, i senatori di Forza Italia non hanno partecipato al voto in segno di protesta contro Giorgia Meloni che sembra non stia dando grande spazio a Forza Italia nel suo futuro governo, ma il candidato del centrodestra Ignazio La Russa è stato ugualmente eletto alla presidenza del Senato grazie a voti di «franchi tiratori» di partiti del centrosinistra.

È venuto così clamorosamente alla luce il contrasto, sino ad allora non emerso, tra il probabile futuro premier Giorgia Meloni e il vecchio leader del centrodestra Silvio Berlusconi. Oggetto immediato del contendere è che Meloni non intende dare un ministero a Licia Ronzulli, specificamente proposta da Berlusconi. Al fondo però il contrasto tra Berlusconi e Meloni è più profondo. Il primo continua a considerarsi il capo del centrodestra mentre gli elettori, dando a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni il 26 per cento dei voti, il quadruplo di quelli che aveva ottenuto nel 2018, contro l’8 di Forza Italia, peraltro superata anche dalla Lega, 8,9 per cento, hanno deciso diversamente.

Il giorno dopo il centrodestra ha votato compatto per il suo candidato alla presidenza della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, che è stato perciò eletto. Tuttavia il contrasto tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni resta aperto, essendo ulteriormente esacerbato da un appunto scritto da Berlusconi al suo banco in Senato e ripreso da una telecamera, in cui la leader di Fratelli d’Italia veniva definita supponente e prepotente. Oggi è in programma tra i due un incontro di rappacificazione, ma è comunque difficile che basti a superare le ragioni di fondo del contrasto. Si sa che la presidente di Fratelli d’Italia ha fatto privatamente appello anche ai figli maggiori di Berlusconi, Piersilvio e Marina, l’uno amministratore delegato di Mediaset e l’altra presidente di Fininvest e del gruppo editoriale Mondadori, le principali aziende della famiglia, perché convincano il padre a non scardinare il centrodestra e che abbia da loro ricevuto assicurazioni in merito. Sembra però chiaro che, pur avendo un’ampia maggioranza nel nuovo Parlamento, il centrodestra rischia di dover fare costantemente i conti con la frizione tra Berlusconi e Meloni anche al di là della scelta dei ministri.

Di fronte a questa situazione, il centrosinistra e il resto dell’opposizione, tra cui il Movimento 5 Stelle, che pur sono usciti chiaramente battuti dalle elezioni dello scorso 25 settembre e che sono divisi tra loro ben più del centrodestra, hanno ripreso a sperare. Sperano, insieme a tutta la grande stampa che li sostiene, che il centrodestra o non riesca a fare il governo o ne faccia uno così gracile da non reggere alla prova della realtà delle cose, e che quindi Mattarella abbia modo di tentare un nuovo “governo Draghi”, ovvero (con Draghi oppure con un altro come lui) un governo di unità nazionale fatto su misura per piacere a Bruxelles. Sanno infatti che in tal caso ci sarebbe ampio spazio per loro.

D’altra parte il governo Draghi aveva un alto indice di gradimento (oltre il 60 per cento), ulteriormente cresciuto dopo le sue dimissioni. Draghi e Meloni sono attualmente in Italia le due personalità pubbliche con il più alto indice di gradimento. Tenuto conto che si tratta di persone di idee tra loro diversissime ci si domanda come mai siano ugualmente stimate da un gran numero di cittadini. Secondo alcuni osservatori, con i quali concordo, ciò si deve al fatto che sono entrambi ritenuti persone serie e quindi in grado di gestire seriamente un’agenda che attualmente dipende più dalla Commissione Europea, e per suo tramite dalla Germania, che da chi è al governo a Roma.

*quotidiano della Svizzera Italiana

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Informazioni su Robi Ronza

Giornalista e scrittore italiano, esperto di affari internazionali, di problemi istituzionali, e di culture e identità locali.
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2 risposte a Berlusconi e Meloni: i motivi profondi del contrasto

  1. Bocian ha detto:

    Egregio Dott. Ronza, Berlusconi ha 86 anni, dei figli e dei nipoti.
    Dal punto di vista politico, invece, non possiede discendenza alcuna, né dichiarata né occulta (ci ha pensato lui a farla fuori, periodicamente).
    Non mi pare che occorra aggiungere altro.

  2. Carlo Meazza ha detto:

    Dopo i suoi elettori chi può chiaramente dire a Berlusconi che è ora di girare pagina?

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